Consiglio di Stato, sez. IV, 31 dicembre 2020, n. 8560

La cancellazione di una società di capitali dal Registro delle imprese ne determina l’immediata estinzione ad ogni effetto giuridico ex art. 2495 c.c.
Ne consegue l’automatica perdita ex se di interesse a un’azione giudiziaria volta – mediante l’annullamento di provvedimenti amministrativi – a tutelarne la profittabilità, non assumendo alcun valore dirimente l’eventuale presentazione di un’istanza di fissazione di udienza anteriormente alla cancellazione della società.
La giurisdizione amministrativa ha infatti carattere soggettivo, ossia è volta a tutelare attuali, concrete e specifiche situazioni giuridiche del ricorrente, non il generale interesse alla legittimità degli atti amministrativi. Sicché, laddove gli ex soci non documentino un loro attuale interesse demolitorio, conseguente allo svolgimento in proprio di un’attività imprenditoriale, il ricorso deve esser dichiarato improcedibile.

Corte Costituzionale, 24 febbraio 2021, n. 54

Ricorso dello Stato in Corte costituzionale per pretesa violazione dell’art. 117 Cost. – idoneità di una fonte secondaria a esprimere principi fondamentali delle materie di competenza legislativa concorrente – sussiste allorché in settori squisitamente tecnici gli atti statali di normazione secondaria intervengano a completare la normativa statale primaria – i requisiti di abitabilità dei sottotetti concernenti altezza e aeroilluminazione non sono regolati al livello di legislazione statale – legittimità della disciplina regionale in materia.

Consiglio di Stato, 10 febbraio 2021, n. 614

Deve esser ripetuta la valutazione psico-attitudinale di un candidato laddove tale giudizio di non idoneità risulti in evidente contrasto con i precedenti test e giudizi espressi nell’ambito della medesima procedura, rientrando tale valutazione nei limiti del sindacato del giudice amministrativo sulla discrezionalità tecnica esercitata dall’amministrazione

Corte Costituzionale, 12 gennaio 2021, n. 20

Nelle impugnazioni in via principale di leggi regionali si pone in termini particolarmente rigorosi l’onere di indicazione dei parametri costituzionali di cui si lamenta la violazione e di adeguata motivazione delle censure proposte, specie allorché i principi evocabili tocchino àmbiti materiali diversi.

La norma che consente ai bandi di concorso regionali di esonerare dalle eventuali preselezioni i candidati che al momento della domanda siano già dipendenti dell’amministrazione procedente da almeno cinque anni non incide sulla materia dell’ordinamento civile, riservata allo Stato ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lett. l), Cost., al quale spetta la competenza in materia di disciplina dei rapporti di lavoro già sorti, bensì sulla materia dell’organizzazione amministrativa regionale, riconducibile alla competenza residuale delle Regioni, trattandosi di disciplina delle modalità di accesso al lavoro pubblico regionale.

Consiglio di Stato, 15 dicembre 2020, n. 8017

Nel caso in cui sia stata verificata a monte l’equivalenza tra i valori limite di emissione prodotti da un impianto di produzione di energia elettrica già autorizzato all’utilizzo di un combustibile rinnovabile e quelli che sarebbero raggiunti dallo stesso con l’utilizzo di una diversa tipologia di combustibile rinnovabile, è legittima la disposizione che prevede una procedura semplificata per il rilascio dell’autorizzazione ad installare ed esercire tali impianti con il combustibile equivalente, senza che in questo caso sia necessario prevedere il riavvio dell’intero iter procedurale previsto per l’acquisizione dell’autorizzazione unica ex art. 5, comma 3 del D.lgs. n. 28/2011, atteso che tale utilizzo alternativo non configura una modifica sostanziale dell’impianto ai sensi dell’art. 268, lettera m-bis del D. Lgs. 152/2006.

L’utilizzo del grasso animale in alternativa all’olio vegetale già autorizzato non si configura ex se come una modifica sostanziale dell’impianto ai sensi dell’art. 268, lett. m-bis del D.Lgs. 152/2006.

Tar Napoli, Sez. Prima, 23 dicembre 2020, n. 6379

La semplice contestazione di un inadempimento contrattuale non può integrare in nessun caso il grave illecito professionale che incide sull’affidabilità e integrità dell’operatore economico, né la mancata comunicazione dell’esistenza di un contestato inadempimento può comportare automaticamente l’espulsione del concorrente dalla gara pubblica.
Un mero errore materiale presente nell’offerta non altera la correttezza della stessa, laddove tutti gli altri elementi dell’offerta sia concordi e univoci nell’escludere la rilevanza dell’indicazione errata, non alterando così la correttezza dell’offerta.
La mancata attivazione del giudizio di anomalia, laddove non obbligatorio, non può essere addebitata alla stazione appaltante che non è neanche tenuta a motivare la propria scelta. L’esercizio di tale facoltà costituisce espressione di discrezionalità tecnica riconosciuta dalla legge alle Amministrazioni aggiudicatrici, sindacabile esclusivamente in presenza di macroscopica illogicità, irragionevolezza, inadeguatezza dell’istruttoria, o travisamento del dato fattuale.
I valori del costo del lavoro risultanti dalle tabelle ministeriali sono un semplice parametro di valutazione della congruità dell’offerta, perciò l’eventuale scostamento delle voci di costo da quelle riassunte nelle tabelle ministeriali non legittima un giudizio di anomalia o di incongruità e occorre, perché possa dubitarsi della congruità, che la discordanza sia considerevole e palesemente ingiustificata, alla luce di una valutazione globale e sintetica, espressione di un potere tecnico-discrezionale insindacabile salvo che la manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza non renda palese l’inattendibilità complessiva dell’offerta.

Consiglio di Stato, Sez. Terza, 25 novembre 2020, n. 7411

E’ inammissibile l’azione di ottemperanza per elusione proposta a fronte di un giudicato, formatosi con riguardo alla interpretazione e applicazione di una disposizione del piano urbanistico comunale, che non contenga ulteriori vincoli conformativi e non limiti la discrezionalità del potere amministrativo, inesauribile, in materia di pianificazione e di programmazione urbanistica. La contestazione della nuova strumentazione urbanistica e dei titoli edilizi rilasciati sulla base della stessa, proposta dinanzi al Consiglio di Stato secondo il rito dell’ottemperanza, può essere riassunta dinanzi al TAR competente, previa conversione del rito e ferme le eventuali preclusioni e decadenze, come previsto dalla sentenza dell’Adunanza plenaria n. 2 del 2015.

Consiglio di Stato, Sez. Terza, 18 dicembre 2020, n. 8166

L’esplosione della pandemia da covid non immuta i concetti di malattia acuta e cronica sui quali si basano i livelli essenziali di assistenza (LEA) e i connessi accessi domiciliari nell’ambito della medicina generale. – Il supporto straordinario e temporaneo delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (c.d. USCAR) è destinato a operare in sinergia e nel rispetto delle competenze e prerogative dei medici di medicina generale, i quali valutano se sia necessario l’accesso domiciliare anche per i malati covid, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, eventualmente fruendo del supporto dei medici e del personale delle USCAR. – In caso di insufficienza o inidoneità dei dispositivi di protezione disponibili il medico non è tenuto ai predetti compiti, e il rifiuto non corrisponde a omissione, né è motivo per l’attivazione di procedura di contestazione disciplinare.

Consiglio di Stato, Sez. Terza, 25.11.2020, n. 7406

Revocazione per errore di fatto relativa a giudizio su interdittiva antimafia – In via rescindente, sussiste l’errore di fatto nel caso di errata percezione del contenuto materiale degli atti del giudizio, che abbia indotto l’organo giudicante a decidere sulla base di un falso presupposto fattuale (nella fattispecie, l’esistenza di pregiudizi ritenuti significativi di permeabilità o condizionamento) –  In via rescissoria, gli elementi raccolti non vanno considerati separatamente, dovendosi piuttosto stabilire se sia configurabile un quadro indiziario complessivo, dal quale possa ritenersi attendibile l’esistenza di un condizionamento da parte della criminalità organizzata – La mancata considerazione degli esiti dei procedimenti inficia l’attendibilità della prognosi – E’ necessaria una prognosi attualizzata e non fondata su elementi risalenti, nonché una congrua motivazione.

TAR Lazio – Roma, Sezione Terza Ter, 11.11.2020 n. 11674

Il periodo di sospensione dei termini relativi al processo amministrativo disposto dall’art. 84 del d.l. n. 18/2020, come convertito in l. n. 27/2020, (c.d. sospensione Covid-19) si applica anche al termine di 180 giorni previsto per la perenzione dei ricorsi ultraquinquennali ex art. 82 c.p.a.